giovedì 3 dicembre 2009
Non riesco a immaginare un dio che ricompensa e punisce gli esseri creati da lui, un dio i cui scopi sono modellati sui nostri: un dio che insomma è solo un riflesso della fragilità umana. Non posso nemmeno credere che una persona sopravviva alla morte del suo copro benché tali pensieri alberghino, per paura e ridicolo egoismo, nelle anime deboli – Albert Einstain
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento